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Conclusioni

 

Da quanto esposto si può concludere che un’assistenza di buona qualità richiede non solo la prescrizione di un trattamento efficace, ma anche una buona comunicazione e lo sviluppo della fiducia, che è favorito dall’empatia Neuwirth.

L’aforisma secondo il quale “non esiste la malattia, ma il malato” esprime una realtà evidente, poiché ciascuno fa un’esperienza unica dello “star male”. Per assicurargli gli indubbi benefici della Medicina moderna, è  certamente nostro dovere di medici estrarre dalla narrazione del paziente ciò che lo accomuna agli altri, inquadrandolo come un “caso clinico”; tuttavia, se facciamo solo questo,  lo disumanizziamo, non lo trattiamo come persona e, invece di aiutarlo, possiamo in realtà aumentare la sua sofferenza Brody. Nostro compito è apprezzare l’unicità e l’irripetibilità della persona che ci sta di fronte Lubich02, senza spostare il fuoco dell’indagine clinica dagli aspetti ripetibili e biologici della malattia.

 Unicità e riproducibilità: due poli apparentemente opposti, ma integrabili da un rapporto correttamente impostato tra curante e paziente. Sono i due poli tra i quali si muove la Medicina: disciplina singolare, a cavallo tra le Scienze umane e quelle positive Hurwitz, perché più di ogni altra ha a che fare contemporaneamente con il mondo fisico e con quelli psicologico, sociale e spirituale. Chi la esercita deve necessariamente usare il rigore logico del metodo matematico-statistico e la duttilità, la capacità d’introspezione e d’immedesimazione che solo le scienze umane ed una profonda interiorità aiutano a sviluppare.

A contatto col paziente, noi medici abbiamo il compito di integrare la nostra personale esperienza clinica e la nostra sensibilità umana con la più solida evidenza scientifica disponibile Sackett. La Medicina si rivela, così, contemporaneamente una Scienza ed un’Arte Greenhalgh. Qui, forse, risiede il fascino di una professione che sempre più si va confermando essere pienamente se stessa solo se orientata all’uomo.

Teodoro Marotta

ASL Napoli 1 e Salerno 1, Unità Operativa Assistenza Sanitaria di Base

Corso “Relazionarsi per curare” - Terza lezione

Caserta, 19 dicembre 2009

 

 

 

Health Dialogue Culture

Vuole contribuire all'elaborazione di una antropologia medica che si ispira ai principi contenuti nella spiritualità dell'unità, che anima il Movimento dei Focolari e alle esperienze realizzate in vari Paesi in questo campo.


 

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