RETE POLISPECIALISTICA MEDICHIARA: LA RECIPROCITÀ NELLA RETE QUALE CHIAVE PER IL BENESSERE PSICO FISICO-SOCIALE DELLE PERSONE E DELLA COMUNITA’Rete polispecialistica medichiara: la reciprocità nella rete quale chiave per il benessere psico fisico-sociale delle persone e della comunita’. Nasce il 28 marzo 2013 da un bisogno e da una consapevolezza: Dal bisogno di rispondere ad uno dei bisogni più pressanti di oggi: l’emergenza sanitaria sempre più complessa e largamente diffusa nei vari strati sociali.

 

Il nostro SSN è immerso nel vortice delle grandi problematiche socio/economiche che stiamo vivendo (i mutamenti economico- finanziari, demografici ed epidemiologici…) e che tale vortice sta mettendo in crisi il sistema della salute pubblica e del diritto alla tutela della salute. Senza voler fare analisi sulle cause specifiche, volgiamo solo riportare un’audizione a Montecitorio di Enrico Giovannini, Presidente dell'ISTAT - ora ministro del Wellfare – che recita” "oltre 7 famiglie su 10 (71%) hanno quasi eliminato le spese per visite mediche, analisi cliniche, radiografie mantenendo quelle incomprimibili per i medicinali"
Dalla consapevolezza che possiamo e dobbiamo, sperimentare, attivare nuovi processi volti al ridare centralità alla salute della persona e alla salute della collettività.
La RETE POLISPECIALISTICA MEDICHIARA si pone come obiettivo la ricerca di tale centralità e per raggiungere tale obiettivo ritiene importante lo sviluppo, l’implementazione, per realizzare una rete e lavorare in rete sia sul livello regionale che nazionale attraverso un “modello” di sanità sociale capace di andare verso il Bene comune .
Oggi la tendenza a “lavorare in Rete” da parte di Asl e Ospedali nasce del resto dalla sempre maggiore specializzazione dell’attività medica, che alimenta il bisogno di interscambio e connessione tra professionisti, sia per rafforzare il proprio bagaglio di competenze che per mettere al meglio queste ultime a disposizione del malato. Anche lo studio di studio di FIASO sulle Reti Cliniche, rileva che non si limitano a collegare tra loro gli specialisti della stessa branca, ma sempre più frequentemente prevedono interscambi tra medici di discipline diverse per garantire al meglio la continuità delle cure al paziente.
Ma nel costruire e lavorare in rete, quello che intendiamo promuovere sono i comportamenti
di reciprocità consci che la persona umana è essenzialmente segnata dalla reciprocità, cioè dal suo “essere per e con” l’altro. Ciò esige umiltà intellettuale e desiderio di arricchire la propria visione e comprensione dei fatti, anche sapendo perdere le proprie opinioni nell’interscambio con l’altro che mi è imprescindibile, dal momento che io non possiedo tutti gli elementi e le prospettive che esauriscono la realtà su cui ci si confronta. I veri beni sono gli “altri” ( colleghi, pazienti) , non sono le prestazioni.


Vito Amilcare Pesce e Carlo Fattiroso

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